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KILL FEEL - recensione di Vanni Spagnoli
NEL NOME DI UN'IPOTESI
Forse perché anche lei è una impiegata "usa e getta", ogni giorno a convivere con una routine di gesti, di parole, di orari, fino all'ora di uscire, per assecondare ancora altra routine, per il rientro a casa. Finché non subisce uno stupro in ufficio. E dal disgusto misto a quella sorta di colpevolizzante attrazione per certe insopportabili violenze, nascono una consapevolezza ed una sicurezza nuova.
Remo, una storia atroce di abusi da parte
del padre, costretto per di più, dopo ogni violenza subita, all'ancor più
insopportabile ruolo di consolatore, coltiva da adulto, con matematica
precisione, il suo lavoro di killer a contratto: ottantaquattro omicidi, tanti
quanti gli abusi subiti. E come compenso, tutto interiore, la professione di
ginecologo, quasi ad affermare il desiderio di restituire vita per vita, di
offrire chance per una possibile normalità.
Linda e Remo si sfioreranno, nel
loro scontrarsi con la vita, finendo con il condividere un bersaglio, e forse
qualcosa di più: forse, perché, in questo racconto lungo scritto con la
consueta sapienza di tocco da Pietro Giuseppe Mavrulis, sulla carta si
incontrano solo ipotesi. Che sono poi un interrogare inquieto ed inquietante il
lettore sul ruolo che potrebbe trovarsi a recitare "se". E che alla
fine e malgrado tutto la vita continui come niente, non è che un accidente,
perché il possibile passato (e dunque il possibile futuro) induce a non
crogiolarsi sulle troppe decisioni non prese. Ed è garanzia salutare di
risvegli angosciati, quando non colmi di rimpianto, al pensiero di quello che
avremmo potuto essere e non siamo stati, rendendoci così, non foss'altro che in
rari momenti, consapevoli del coraggio indispensabile per compiere delle scelte,
anche quando è più facile e meno conflittuale lasciarsi semplicemente vivere.
Ipotesi stimolanti, appunto. Ottimo lavoro.
KILL FEEL AL BOOKSTOP - BRESCIA

Nella particolare atmosfera di un locale così particolare, in cui la compagnia di una buona bevanda si miscela ottimamente con una buona lettura, l'autore presenta per la prima volta il suo lavoro al pubblico bresciano, domenica 5 dicembre 2010.
Un'ottima occasione per poter avere il libro firmato e autografato da regalare per Natale.
Pietro G. Mavrulis sarà accompagnato dalle musiche surreali e suggestive di Stefano Rambaldi, ben orchestrate dalla mano abile del fonico Marco Tenca.
KILL FEEL AL 7 ARCHI - BOLOGNA

10 novembre 2010
Nella suggestiva cornice medioevale sotto i portici del Centro più antico di Bologna, al ristorante 7 Archi l''autore si è esibito nella lettura di un passaggio del suo libro, accompagnato dalla splendida musica dell'artista bolognese Stefano Rambaldi e dagli inframmezzi sdrammatizzanti del menestrello Davide Pavlidis, con il suo libro Pirla di Saggezza, il tutto introdotto dalla sublime e toccante interpretazione dell'attrice Daniela Airoldi nella lettura del racconto "Fuga da Facebook" sempre dell'autore bolognese.
Qui di seguito il video di alcuni momenti della serata.
Daniela Airoldi in "Fuga da Facebook"
Davide Pavlidis in "Pirla di Saggezza"
Pietro G. Mavrulis in "Kill Feel - ipotesi decima"
...
RECENSIONI
Adolfo Fattori – Sociologo - Università Federico II Napoli
Evidentemente pian piano anche fra i nostri scrittori si fa strada la pratica – sicuramente interiorizzata, ma finalmente anche esibita – di una scrittura “cinematografica”, attenta alla compattezza, alla velocità, alla scorrevolezza. E, insieme a questa, l’esplorazione di una dimensione “fantastica”, paradossale, cortocircuitale del racconto. Come in Kill Feel, insomma.
Le vicende intrecciate (o incrociate, o alternative?) dei due protagonisti, mentre si dipanano sulla pagina, sembra di vederle scorrere anche sul proprio schermo mentale, come al cinema.
Un racconto di coincidenze, di incontri fortuiti, che però possono avere un unico esito: quello del finale, come è giusto, e come è però (im)prevedibile. Come scrive James G. Ballard, “… le coincidenze non esistono”.
Stefano Rambaldi – fotografo
Là dove i personaggi escono allo scoperto solo quando tornano sé stessi. Un thriller dove il grossolano della realtà si mischia alla raffinatezza della reazione psicologica. Un senso di fastidio accompagna lungo tutta la sua lettura; è la domanda che sorge spontanea: anch'io sono cosi?
Maria Rosaria Ferrara - scrittrice
Un racconto agghiacciante e intenso che inchioda il lettore a pagine che si sfogliano violentemente, trapanando la mente, lacerando e lasciando un piccolo segno. A volte un po' confuso ma carico di sofferente vitalità, KILL FEEL è un dramma, forse la prospettiva più dura da cui osservare la forza del libero arbitrio, della libertà di scelta dell'essere umano e della volontà di liberarsi da un dolore subìto o da un rimorso. Lavoro davvero interessante.
Paco d ’Alcatraz Fabio Ferriani – comico
E’ una bella scommessa quella di Kill Feel. Un racconto atipico che scava nell’angoscia e nel dramma psicologico dei suoi personaggi attraverso una storia permeata di suspense. Lo stile è molto particolare e se fosse musica la definirei tra il poetico, il descrittivo e il progressive - psichedelico.
Davide Pavlidis - pittore
Stupefacente! Il racconto fila via liscio come un sorso d'acqua in estate. Arditi sbalzi temporali scandiscono in un tempo indefinito ed indefinibile la lotta intestina dei personaggi tesi verso l'emancipazione dai rispettivi disagi. Incroci e parallelismi fanno il resto, in una trama semplice ed incisiva che rievoca antichi fantasmi e rinascite epifaniche. L'unica cosa che non mi è piaciuta è stata la parola fine, avrei voluto leggere ancora e ancora.
Danilo "Maso" Masotti – scrittore
Un block notes, pagine strappate, delle date, delle SIM, dei cellulari, delle stampanti e delle ipotesi. Troppe ipotesi. Troppi se. Troppi "UOT IF?". Meglio così, mi piacciono le ipotesi, mi piace questo claustrofobico viaggio spazio temporale tra agi e disagi, tra personaggi che credono di scegliere, ma non scelgono nulla, come tutti. Travolti dalle ipotesi si ricostruisce tutto e nulla sarà più come prima. Bravo Pietro, spero di leggerti ancora ... E' un'ipotesi.
Eraldo Turra – attore, comico, autore teatrale
I casi della vita sono imperscrutabili o scrutabili solo quando le situazioni sono presenti davanti ai nostri occhi nella loro semplice crudezza, nella loro apparente semplicità. Quante volte si sente dire “te l'avevo detto” o ci si dice “era inevitabile”. Tutto rientra in un giro, tutto si ripete, ma il giro non finisce dove pensiamo e la ripetizione degli eventi non è controllabile e giunge molto più inaspettata di quanto ci si aspetta. Analogamente i personaggi del racconto sembrano non aspettarsi niente dalla vita, sembrano essere soli in un grande ingranaggio; ma alla fine è la vita stessa che bussa alla loro porta e il caso li rende quasi complici, forse soli in una vita tradita, ma vivi e vitali.
Tutto è stato scritto! Non si inventa niente? Nulla di più sbagliato. Ci sono cento, mille modi di dire le cose. Leggendo, all’inizio si può essere prevenuti: “sempre le stesse cose!" Poi ci si accorge che quelle “stesse cose" non sono le stesse di sempre e, mentre leggendo il tempo scorre veloce e piacevole, si comprende che non bisogna mai pensare di avere capito e che chi capisce spesso non ha capito niente! All’autore posso solo dire “continua a scrivere”. Per lo meno un lettore te lo sei conquistato e questo non è un caso.
Evidentemente pian piano anche fra i nostri scrittori si fa strada la pratica – sicuramente interiorizzata, ma finalmente anche esibita – di una scrittura “cinematografica”, attenta alla compattezza, alla velocità, alla scorrevolezza. E, insieme a questa, l’esplorazione di una dimensione “fantastica”, paradossale, cortocircuitale del racconto. Come in Kill Feel, insomma.
Le vicende intrecciate (o incrociate, o alternative?) dei due protagonisti, mentre si dipanano sulla pagina, sembra di vederle scorrere anche sul proprio schermo mentale, come al cinema.
Un racconto di coincidenze, di incontri fortuiti, che però possono avere un unico esito: quello del finale, come è giusto, e come è però (im)prevedibile. Come scrive James G. Ballard, “… le coincidenze non esistono”.
Stefano Rambaldi – fotografo
Là dove i personaggi escono allo scoperto solo quando tornano sé stessi. Un thriller dove il grossolano della realtà si mischia alla raffinatezza della reazione psicologica. Un senso di fastidio accompagna lungo tutta la sua lettura; è la domanda che sorge spontanea: anch'io sono cosi?
Maria Rosaria Ferrara - scrittrice
Un racconto agghiacciante e intenso che inchioda il lettore a pagine che si sfogliano violentemente, trapanando la mente, lacerando e lasciando un piccolo segno. A volte un po' confuso ma carico di sofferente vitalità, KILL FEEL è un dramma, forse la prospettiva più dura da cui osservare la forza del libero arbitrio, della libertà di scelta dell'essere umano e della volontà di liberarsi da un dolore subìto o da un rimorso. Lavoro davvero interessante.
Paco d ’Alcatraz Fabio Ferriani – comico
E’ una bella scommessa quella di Kill Feel. Un racconto atipico che scava nell’angoscia e nel dramma psicologico dei suoi personaggi attraverso una storia permeata di suspense. Lo stile è molto particolare e se fosse musica la definirei tra il poetico, il descrittivo e il progressive - psichedelico.
Davide Pavlidis - pittore
Stupefacente! Il racconto fila via liscio come un sorso d'acqua in estate. Arditi sbalzi temporali scandiscono in un tempo indefinito ed indefinibile la lotta intestina dei personaggi tesi verso l'emancipazione dai rispettivi disagi. Incroci e parallelismi fanno il resto, in una trama semplice ed incisiva che rievoca antichi fantasmi e rinascite epifaniche. L'unica cosa che non mi è piaciuta è stata la parola fine, avrei voluto leggere ancora e ancora.
Danilo "Maso" Masotti – scrittore
Un block notes, pagine strappate, delle date, delle SIM, dei cellulari, delle stampanti e delle ipotesi. Troppe ipotesi. Troppi se. Troppi "UOT IF?". Meglio così, mi piacciono le ipotesi, mi piace questo claustrofobico viaggio spazio temporale tra agi e disagi, tra personaggi che credono di scegliere, ma non scelgono nulla, come tutti. Travolti dalle ipotesi si ricostruisce tutto e nulla sarà più come prima. Bravo Pietro, spero di leggerti ancora ... E' un'ipotesi.
Eraldo Turra – attore, comico, autore teatrale
I casi della vita sono imperscrutabili o scrutabili solo quando le situazioni sono presenti davanti ai nostri occhi nella loro semplice crudezza, nella loro apparente semplicità. Quante volte si sente dire “te l'avevo detto” o ci si dice “era inevitabile”. Tutto rientra in un giro, tutto si ripete, ma il giro non finisce dove pensiamo e la ripetizione degli eventi non è controllabile e giunge molto più inaspettata di quanto ci si aspetta. Analogamente i personaggi del racconto sembrano non aspettarsi niente dalla vita, sembrano essere soli in un grande ingranaggio; ma alla fine è la vita stessa che bussa alla loro porta e il caso li rende quasi complici, forse soli in una vita tradita, ma vivi e vitali.
Tutto è stato scritto! Non si inventa niente? Nulla di più sbagliato. Ci sono cento, mille modi di dire le cose. Leggendo, all’inizio si può essere prevenuti: “sempre le stesse cose!" Poi ci si accorge che quelle “stesse cose" non sono le stesse di sempre e, mentre leggendo il tempo scorre veloce e piacevole, si comprende che non bisogna mai pensare di avere capito e che chi capisce spesso non ha capito niente! All’autore posso solo dire “continua a scrivere”. Per lo meno un lettore te lo sei conquistato e questo non è un caso.
KILL FEEL ... ALLA RADIO ....... 12 maggio 2010


durante il suo programma
"non è un paese per umarells"
mercoledì 12 maggio 2010
su Punto Radio Bologna
onde di frequenza FM 87,7 - 87,9
oppure in streaming su www.puntoradiobologna.it
ecco il video-sunto della puntata
E' stato presente oltre all'autore del libro
il pittore e creatore della grafica e copertina del libro
Interventi alla trasmissione di:
eraldo turra (gemelli ruggeri)
adolfo fattori (sociologo)
stefano rambaldi (fotografo)
fabio ferriani (paco d'alcatraz)
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